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Mercoledì 23 Lug 2014
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La Quercia della Memoria ha il proprio centro aziendale principale nella contrada Vallato del Comune di San Ginesio (MC), a quota 582m. Il territorio è ricompreso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini e si estende sulle pendici assolate del Monte Colonnata, non lontano dall'omonima Rocca medievale e dalla nota località di “San Liberato”.

L'intera area è ricompresa nell’unità di paesaggio di Pian di Pieca, definita dal Piano del Parco come ambito caratterizzato da specifici sistemi di relazioni ecologiche, culturali, percettive, funzionali ed è riconducibile al paesaggio collinare-montano appenninico. Campi ed orti, un tempo coltivati, sono stati gradatamente riconquistati da ampi ginestreti e dal bosco; ampi prati pascolo bordati da siepi naturali costeggiano le mulattiere ed i confini dei campi; grandi querce al limite delle radure, lungo le vecchie carrarecce o nei lembi di bosco, mostrano i segni di antichi passaggi e spostamenti di uomini, cose ed animali.
Gran parte dei terreni agricoli non coltivati sono ricoperti dai boschi del piano collinare e montano (faggete, orno-ostrieti, querceti a roverella e leccete) appartenenti alla Comunanza Agraria di Rocca e Vallato, ove da secoli, di generazione in generazione, gli abitanti delle Ville Rocca, Vallato, Cerqueto, Pian di Pieca, Coldellaio, Ferrantini e Morichella, situate nel comune di San Ginesio, esercitano il diritto di pascere e legnare nella parte verso levante del Monte e per il solo pascolo del bestiame in quella verso tramontana. In direzione di San Liberato dominano i primi contrafforti della catena dei Monti Sibillini alternando aspre pareti calcaree, grigie screziate di rosso, ad orride forre e fossi, ad ondulate e vaste praterie sommitali pingui di erbe ancora oggi adatte alla fienagione che degradano a nord e ad ovest verso la stretta valle del Fiastrone. Tra gli incombenti versanti spiccano i monti Pizzo di Meta (1576 m), Punta del Ragnolo (1557m), Pizzo di Chioggia (1505m) e Monte Montioli (1298), che chiudono a nord la catena dei Sibillini.
Nel fondovalle, infossato a costeggiare l'abitato di Vallato, scorre il torrente San Liberato, poi Fiastrella, immissario del Fiastrone. La tipica vegetazione ripariale di pioppi, salici, sambuchi, ontani e cornioli offre riparo a numerose specie di animali. Volpi, cinghiali, tassi, istrici e caprioli si spostano soprattutto di notte, in modo circospetto, e raggiungono gli argini e le pozze d'acqua del fosso per abbeverarsi.

 
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