Con il recupero del vecchio camino abbiamo voluto restituire valore al fuoco intorno al quale tutte le culture hanno costruito il microcosmo della vita quotidiana: dalla tenda del nomade, alla casa del sedentario, dalle società primitive a quelle più recenti della cultura montana dei Sibillini. Nella cultura rurale il focolare era il centro della casa, l’asse tra il cielo e la terra, segnato dalla verticalità del fuoco e del camino. Attorno al fuoco sedeva la famiglia prima di concedere al corpo il meritato riposo, si intonavano preghiere, si raccontavano gli eventi salienti della giornata al caldo fumante dei cippi accesi, si ricordavano gli antenati. Nel camino si preparavano i cibi, si nascondevano oggetti preziosi o piccoli giochi dei bambini, dormiva il gatto protettore della casa, si appendevano le calze della Befana e si allestivano piccoli altari con immagini sacre e lumini accesi, segno dell’antico fuoco, o si tenevano i ricordi dei defunti, l’acqua santa e l’olivo benedetto. Il focolare era la mediazione con il mondo magico e sacro della casa, il simbolo della vita e di continuità delle generazioni. La stanza del fuoco è per noi un luogo speciale per mangiare insieme ma anche uno spazio dedicato all'esperienza del ricordare, in cui possano prendere forma immagini e parole, eventi fondanti o frammenti dimenticati di storie individuali e collettive, in un contesto di ascolto orale attento e sottile ma anche di scrittura autobiografica e di lettura.
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